Comune Di
Capena La Capena attuale tra le origine da un centro
abitato che port� sino al 1933 il nome di Leprignano. La prima testimonianza su
di esso risale ad una bolla di Gregorio VII, papa tra il 1073 ed il 1085, ove
sono elencati i beni spettanti al monastero benedettino romano di San Paolo
fuori le Mura, tra i quali, oltre a quelli gi� in possesso dell'abbazia e ad
essa confermati.
Ve ne sono
alcuni che le risultano donati dal pontefice stesso: tra questi ultimi vi �
appunto il castello di Leprignano. Nella bolla gregoriana il castrum in
questione � denominato Lepronianum ed in atti successivi Leprinianum o
Liprinianum. Veduta del Borgo Medioevale, 1993 Il nome del castello fu dapprima
un toponimo rurale, probabilmente derivante dal nomen Apronio o dal cognomen
Aproniano. Al tempo della lotta tra il filoimperiale Clemente III, antipapa dal
1080 al 1100, ed i pontefici Vittore III ed Urbano II, Tebaldo o Teobaldo di
Cencio, discendente di uno Stefano prefetto di Roma tra il 1040 ed il 1050,
occup� con la forza Leprignano ed altri castelli vicini spettanti al monastero
di San Paolo. Sotto Pasquale II, papa dal 1099 al 1118, i figli di Tebaldo
restituirono al Monastero i castelli usurpati, riottenendoli, tuttavia,
immediatamente in enfiteusi. Successivamente, troviamo menzione di Leprignano
nel contesto di atti che, allo scopo di confermare beni e privilegi del
monastero di San Paolo, furono emanati dall'antipapa Anacleto II (1130), dagli
imperatori Enrico VI (1186-1189) e Carlo IV (1369), dai papi Innocenzo III
(1203), Onorio III (1218) Gregorio IX (1236) ed Eugenio IV (1442), nonch� in
atti che riguardavano in via esclusiva il castrum Lepriniani, e cio� nelle
autorizzazioni che i papi concedevano al Monastero perch� questo potesse dare in
locazione parte del castello e del suo territorio, come fecero Onorio IV nel
1285, Clemente Angolo Medioevale "Lavatoio" V nel 1311, Bonifacio IX nel 1403.
Leprignano rientrava tra le terre mediatae subiectae o baronali, che, a
differenza delle immediatae subiectae o camerali, non dipendevano direttamente
dalla Sede Apostolica, ma da un feudatario o "barone", che nel nostro caso, era
l'abate di San Paolo. Leprignano era, perci�, parte dello stato di San Paolo,
mentre la sua appartenenza alla provincia detta del Patrimonio, pi� estesamente
Patrimonio di S. Pietro in Tuscia, aveva rilievo solo sotto il profilo del
versamento delle imposte camerali, cio� dovute alla Camera Apostolica, che
Leprignano doveva pagare al tesoriere della provincia del Patrimonio;
l'appartenenza al Districtus Urbis (distretto di Roma), altra circoscrizione in
cui rientrava Leprignano, aveva poi, rilievo unicamente ai fini dell'esercizio
dei poteri giurisdizionali spettanti in grado di appello al Governatore di Roma.
Sino ad epoca tardo medioevale, tuttavia, le localit� ricadenti nel Districtus
Urbis, dovevano altres� pagare l'imposta del sale e focatico al Comune di Roma.
Nella seconda met� del '300, furono abbandonati i contigui castelli di
Vaccareccia, Castiglione, Scorano, Civitucola e Montefiore, parte del territorio
dei quali fu in seguito annessa al territorio di Leprignano. L'esistenza di una
Communitas, termine equivalente all'odierno Comune, � attestata per la prima
volta in un salvacondotto rilasciato nel 1420 da papa Martino V agli abitanti di
Leprignano. |